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Il 2011 di Apple: nuovi iPod, iPad e un iPhone 5?
Secondo alcune indiscrezioni Apple sarebbe già al lavoro per rilanciare il marchio iPod con nuovi prodotti e un iPad Mini. Ma il dispositivo più interessante potrebbe essere l'iPhone 5, già in progettazione per risolvere i problemi del suo predecessore
Se il 2010 di Apple è stato un anno di grandi successi e di alcune polemiche, grazie al lancio sul mercato di due dispositivi come iPad e iPhone 4, il 2011 potrebbe vedere l'azienda di Cupertino rinnovare tutti i suoi prodotti. E' il sito iLounge che pubblica le indiscrezioni, secondo cui, tra la fine del 2010 e l'inizio del 2011, inizieremo a vedere sul mercato nuovi iPod, un iPad seconda versione e un iPhone 5.
Apple sembra non smentire le sue politiche e vuole spingere sull'acceleratore lanciando al più presto questi nuovi prodotti. E così, già sotto l'albero di Natale, gli appassionati della grande Mela potrebbero ritrovarsi con una linea rinnovata di iPod: non è un mistero che l'azienda voglia aggiornare il marchio che ha fatto la sua fortuna con la musica digitale e, oltre ad un nuovo iPod touch e un rinnovato iPod nano, un terzo modello sarebbe in via di progettazione. I rumors vanno nella direzione di un possibile iPod touch screen da 1.7 pollici (un iPod shuffle, ma senza "shuffle" nel nome) oppure un iPod touch più piccolo.
Apple starebbe pensando anche ad un iPad mini da 7 pollici che, secondo le tendenze del mercato, sarebbe del tutto plausibile: un dispositivo davvero portatile, anzi tascabile, con un GPS migliorato e la possibilità di competere davvero con Kindle tra i lettori di ebook. Non mancano, però, i dubbi sull'autonomia, visto che un iPad ridotto potrebbe avere anche una batteria meno capace. Il nuovo iPad potrebbe anche avere un "retina display" simile a quello dell'iPhone 4, con una risoluzione di 1500x1920 pixel.
Il sito iLounge si spinge ancora più avanti, e rilancia con quella che potrebbe essere la rivelazione dell'anno: Apple starebbe lavorando ad un iPhone di quinta generazione. Il motivo di questa scelta è semplice da indovinare: con l'iPhone 5, Apple risolverebbe i problemi del suo predecessore da poco nato, ovvero l'iPhone 4, relativamente all'antennagate che ne ha macchiato l'esordio. Il probabile iPhone 5, secondo il sito, consisterebbe in un iPhone 4 dentro un nuovo guscio. Difficile da credere, ma non impossibile: più facile considerarlo un iPhone 4.5 con un taglio da 64 GB.
Solo voci? Sicuramente si tratta di indiscrezioni, non confermate, ed è difficile esprimersi in questo momento, ma se davvero fosse così, il 2011 di Apple potrebbe rivelarsi decisamente frizzante.
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IE 8 un passo dietro sulla sicurezza !
Secondo il Wall Street Journal, Internet Explorer 8 era stato progettato per consentire agli utenti privacy assoluta di fronte ai sistemi di tracciamento usati online. In seguito si sarebbe optato per strumenti meno serrati per tutelare l'advertising
Dal Wall Street Journal è giunta a Microsoft una accusa che Redmond ha voluto immediatamente smontare, respingere e cancellare. L'accusa è quella di aver rinunciato ad accrescere la tutela della privacy degli utenti in virtù di un interesse aziendale che è andato a farsi sempre più forte da quando il gruppo ha deciso di investire nell'advertising online per contrastare Google. La dimostrazione, spiega il WSJ, sarebbe nel percorso di sviluppo del browser Internet Explorer 8.
Secondo quanto riportato da Nick Wingfield, infatti, ad inizio 2008 Microsoft avrebbe iniziato a sviluppare il nuovo IE8 con un postulato su tutti: la privacy avrebbe dovuto essere garantita in modo assoluto, mettendo nelle mani degli utenti un browser blindato che avrebbe fermato il tracciamento delle attività in corso ostacolando al contempo il mercato nel quale Google stava facendo la voce grossa in assenza di competitor. Era quella l'epoca di un Microsoft in bilico tra l'acquisizione di Yahoo e la ricerca di una strategia per contrastate Mountain View, ed in quel contesto l'idea di un IE8 votato alla tutela della privacy sembrava la soluzione migliore per far collimare gli interessi degli utenti e quelli dell'azienda.
Qualcosa, poi, è cambiato. Secondo le accuse del Wall Street Journal, Microsoft avrebbe in seguito invertito la rotta scegliendo una soluzione più morbida nei confronti dei sistemi di tracciamento e tutto ciò per l'insorgere di una questione tutta interna all'azienda di Redmond: l'acquisizione di aQuantive per 6 miliardi di dollari, infatti, aveva ormai lanciato definitivamente anche Microsoft verso il mondo dell'advertising ed una serrata da parte di IE8 avrebbe costituito un autogol inaccettabile per le strategie poste in essere. Il Wall Street Journal, peraltro, non può che essere ben informato sulla vicenda poiché proprio ad inizio 2008 era in trattative con l'unità Microsoft Digital Advertising Solution per portare sul giornale online pubblicità contestuali e "paid search".
La scelta è stata quindi quella di una modalità inPrivate da lasciare disabilitata ed opzionabile a scelta da parte dell'utente. All'interno dell'opzione stessa, inoltre, le funzioni di tracciamento sono ancora consentite e le informazioni archiviate sulla macchina locale sono cancellate soltanto nel momento stesso in cui la sessione privata viene interrotta con la chiusura del browser. Così facendo l'utente ha a disposizione le tutele desiderate, ma al tempo stesso la sua presenza può essere massicciamente tracciata a tutto vantaggio di Google, Microsoft, Yahoo e tutti coloro i quali costruiscono sull'advertising online il proprio mercato.
La risposta Microsoft è affidata a Dean Hachamovitch sul blog dedicato al team di sviluppo di Internet Explorer. Hachamovitch ha voluto far passare un messaggio meno netto e più "pratico", ricordando come una eccessiva tutela possa abbassare pesantemente la qualità dell'esperienza dell'utente. Distinguere un sistema di tracciamento ed uno strumento in uso su una pagina web, infatti, non sarebbe sempre semplice e scontato, il che significa un potenziale ostacolo nella normale navigazione.
Secondo Hachamovitch, insomma, il team IE ha optato per una soluzione mediana che salvaguardasse la tutela della privacy ma che, al tempo stesso, non limitasse ciò che i siti web propongono agli utenti in qualità di servizio. Quel che Microsoft non nega, insomma, è il cambiamento di percorso che ad un certo punto dello sviluppo di IE8 è intervenuto in relazione alla gestione della privacy. Il gruppo nega però tra le righe che tutto ciò possa essere avvenuto per salvaguardare gli investimenti infusi in aQuantive: la privacy è un compromesso ed in quanto tale non avrebbe consentito un approccio eccessivamente sbilanciato come dai programmi iniziali.
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iPhone 4, in Italia costerà 659 euro
659 euro per la versione da 16GB, 779 euro per la versione da 32GB. TIM potrebbe proporre abbonamenti da 29, 49 e 69 euro mensili, mentre 3 promette semplicemente tariffe "concorrenziali". Così l'iPhone 4 fa capolino in Italia: l'esordio è ormai vicino
Manca l'ufficialità, ma il trapelare delle prime informazioni sta ormai preparando il terreno a quello che sarà lo sbarco ufficiale: l'iPhone 4 sta per iniziare la propria avventura italiana (l'ora X scatterà il 30 Luglio) ed i rumor fanno capolino online avanzando le prime ipotesi circa quello che sarà il prezzo nel nostro paese. Diventa così possibile tracciare quello che potrebbe essere il percorso del telefono in Italia dopo che negli Stati Uniti gli ostacoli ne hanno caratterizzato l'esodio e la vendita (comunque da record) nelle prime settimane negli Apple Store.
Anzitutto, come spiegato da Digital.it sulla base delle notizie emerse in queste ore, «Per quanto riguarda l'acquisto senza contratto si conferma quanto accaduto con l'iPhone 3GS». Ovvero, in caso di acquisto senza contratto, «il prezzo [...] sarà superiore, di 20 euro, a quello che con ogni probabilità praticheranno gli Apple Store, e sarà equivalente a 659 euro per la versione da 16 GB e 779 euro per la versione da 32 GB».
Smentite, invece, le ipotesi relative ai prezzi sotto abbonamento che portavano l'ammontare del telefonino ad oltre 2100 euro biennali comprensivi dell'abbonamento. Se qualcuno ipotizzava una quota da 90 euro mensili, infatti, ora i rumor sembrano invece assestarsi attorno a pacchetti quali Tutto Compreso 500, 1000 e 1500 (costo mensile da 29, 49 e 69 euro). Ignoto invece il prezzo di acquisto del telefonino sotto abbonamento (cifra da integrarsi alla quota mensile ripetuta per le 24 mensilità del contratto).
Da alcune ore Tre Italia sta inoltre spingendo forte sulla comunicazione per presentare la propria offerta come la migliore tanto per quanto concernente la connettività, quanto in relazione al prezzo di accesso allo smartphone Apple. L'unico ostacolo che si frappone ai carrier è identificabile negli strascichi dell'Antennagate e nel possibile raffreddamento della domanda in Italia dopo che i problemi di ricezione del telefono sono stati sviscerati dai media ed ammessi dallo stesso Steve Jobs.
AltroConsumo ha già lasciato intendere di essere sul piede di guerra: se l'iPhone sbarcherà in Italia con tanto di falla all'antenna, l'iniziativa legale sarà immediata e finalizzata al blocco della commercializzazione. Apple, nel frattempo, ha rinviato per l'ennesima volta il rilascio della versione bianca del telefono e tutto ciò, nonostante venga ufficialmente correlato ai ritardi nel reperimento delle sostanze utili per la colorazione della scocca, potrebbe invece strettamente avere a che fare proprio con i problemi hardware incrociati dal dispositivo dopo il rilascio sul mercato USA.